Come sapere il prossimo passo

A che punto si trova questa persona nella sua ricerca di Gesù

L’idea per quest’articolo è presa dall’ottimo libro “Moltiplicarsi” di Johan Lukasse (Belgio) (pagine 104-106, Edizioni “Ricchezze di Grazia”). È un libro da non perdere. Compralo e leggilo!

Lo stesso approccio non vale per tutti

Noi tutti vogliamo raggiungere i nostri parenti, amici ed altri per Cristo, ma dobbiamo renderci conto che non tutti si trovano allo stesso punto di partenza. Alcuni sono ostili al Vangelo, altri sono pieni d’informazione ma indifferenti, ed ancora altri sono aperti e pieni di domande. Ovviamente, lo stesso approccio non vale per tutti!

Avendo in mente queste realtà (menzionate sopra), James Engel della Wheaton Graduate School ha creato “La scala di Engel” la quale mostra a che punto si trova una persona nella sua ricerca di Gesù. Questa scala è stata elaborata e adottata tante volte da varie persone nel corso degli anni.

Lukasse scrive: “Quando avremo un quadro chiaro del punto in cui si trova la loro relazione con Cristo, questo ci aiuterà a rendere una testimonianza più efficace, cioè nella maniera più rispondente alle loro esigenze”. Diamo un’occhiata alla scala di Engel così come viene presentata in Moltiplicarsi di Lukasse.

A che punto si trova questa persona nella sua ricerca di Gesù?

L'OPERA DI DIOIL RUOLO DEL TESTIMONE LA RISPOSTA DELL'UOMO
Rivelazione
generica
-8Consapevolezza di un Essere Supremo ma nessuna conoscenza dell'Evangelo
ConvincereProclamare-7Presa di coscienza iniziale dell’Evangelo
-6Consapevolezza delle verità fondamentali dell’Evangelo
-5Coscienza delle implicazioni dell’Evangelo
-4Atteggiamento positivo verso l’Evangelo
-3Riconoscimento del problema personale
-2Decisione di agire
Convincere [o Persuadere]-1Pentimento e fede in Cristo
RIGENERAZIONENUOVA CREATURA
Santificazione Proseguimento+1Valutazione della decisione presa
Cura e Ammaestramento+2Integrazione in una chiesa
+3Crescita: (conoscenza biblica e frutti della vita cristiana)
+4Comunione con Dio
+5Servizio Cristiano
*-Riproduzione
*-All’interno (doni, ecc.)
*-All’esterno (testimonianza, azione sociale, ecc.)

Proclamare, Persuadere o Curare? Il passo giusto per la persona giusta

Lukasse cita il libro What’s Gone Wrong with the Harvest? (“Cosa c’è che non va nella Messe?”) in cui Engel e Wilber Norton scrivono:

È chiaro, allora, che il Grande Mandato ha in sé tre forme di comunicazione collegate fra loro, ma con caratteristiche diverse:

1 – Proclamare il messaggio;

2 – Persuadere il non credente e

3 – Curare il credente.

Il diagramma [vedi sopra]…è di particolare importanza, perché cerca di dare una collocazione a queste diverse forme di comunicazione, nella rappresentazione del processo di decisione spirituale che fa seguito alla conversione di una persona ed alla sua crescita nella fede”.
Uomo

Troppo spesso rimaniamo frustrati nell’evangelizzazione o offendiamo altri nei nostri tentativi di raggiungerli per Cristo perché cerchiamo di “persuadere” una persona che non ha una coscienza dell’Evangelo o delle sue implicazioni. In un caso del genere è necessario prima “proclamare” ovvero spiegare la buona notizia dell’Evangelo e mostrare l’amore di Gesù affinché l’ascoltatore possa sviluppare una coscienza dell’Evangelo ed un atteggiamento positivo nei confronti di esso.

Altre volte, forse, portiamo una persona a capire l’Evangelo ed ad avere un atteggiamento positivo verso l’Evangelo, ma dimentichiamo di “persuadere” la persona riguardo al fatto che una decisione personale è necessaria.

Cerchiamo, quindi, di capire dove si trovano gli altri nel loro cammino verso il Signore e trattiamoli in una maniera a loro consona; al fine di facilitare il loro progresso verso la croce di Cristo e la vita eterna.

Le persone sono alla ricerca di Cristo

Donna che sorride

Lukasse cita un commento interessante di Edward R. Dayton in That Everyone May Hear: Reaching the Unreached (“Affinché tutti possano
sentire: raggiungendo i non raggiunti”):

“La cosa interessante in tutto ciò, non è la scala in se stessa, ma comprendere che le persone sono alla ricerca di Cristo, e che noi abbiamo bisogno di sapere, in un modo o nell’altro, a che punto del loro viaggio spirituale si trovino, affinché, nel rivolgerci a loro, possiamo rispondere ai loro reali bisogni”.


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