Leadership nella chiesa

Il pastore come chiave per la crescita della chiesa “piccola”

Quest’articolo è stato scritto da Gary Reinecke e Robert E. Logan, direttore esecutivo di CoachNet®, per il sito www.CoachNet.org (in inglese). Usato ed adattato con permesso.

Esamina i tuoi motivi: Perché vuoi infrangere l’ostacolo [ossia un numero relativamente basso di persone in chiesa]? Se la risposta è maggior prestigio, fai attenzione – i benefici hanno vita corta nel migliore dei casi. Più gente? Ricorda che più gente significa più responsabilità. Fondamentalmente, la sola ragione adeguata per infrangere l’ostacolo è il desiderio di fare discepoli tra coloro che non credono. Se hai una passione per fare più e migliori discepoli, Dio sarà benedetto e il Regno avanzerà.

Chiave

Lascia che Dio allarghi la tua visione al di là della tua comunità. Lui desidera lanciare il tuo ministero per raggiungere ogni genere di persone, etnie e nazioni. Consentigli di sviluppare in te una passione per la gente. La preghiera personale produce una tale trasformazione nella vita di un pastore da fissare la sua attenzione alle preoccupazioni che muovono il cuore di Dio. La preghiera deve essere consistente, intensa e paziente. Dalla preghiera viene una capacità di lavoro santa e un’efficacia santa che produce risultati drammatici (Matteo 16:18-19).

L’angoscia per coloro che sono persi nasce dalla preghiera, ma quell’angoscia deve condurre ad un ministero intenzionalmente attivo, pratico e rivolto alle necessità. Studia gli esempi di una fede che muove le montagne, come quelli che si trovano in Ebrei 11, mentre chiedi a Dio di accrescere la tua fede. Troverai che la fede necessariamente comporta di assumere rischi
(Efesini 3:20-21).

VisioneDobbiamo diventare il tipo di leader che può avere la visione, disegnare una strategia efficace per raggiungerla e poi mobilizzare la nostra gente per implementare quella strategia.

Per aprirsi un varco nella mentalità della piccola-chiesa, i pastori devono spesso lavorare per vincere blocchi personali. Forse una delle sfide più grandi che si pongono di fronte a un pastore è quella di cambiare dall’essere il pastore del gregge a essere il gestore della mandria. Per compiere quel cambiamento si deve consentire ad altri di essere direttamente in carica del ministero invece di fare tutto di persona. I pastori devono avere la volontà di delegare le responsabilità pastorali ad altri individui che siano dotati e riconoscere che ci sarà gente nella congregazione a cui non provvederanno direttamente la cura pastorale. In molti casi, ciò significherà rinunciare al bisogno di sentirsi cercati.

Dobbiamo diventare il tipo di leader che può avere la visione, disegnare una strategia efficace per raggiungerla e poi mobilizzare la nostra gente per implementare quella strategia. Considera le possibilità: se sapessimo che non possiamo fallire, cosa vorrebbe ottenere Dio per mezzo di noi?