Voi, noi, tu, io o Egli?

Anche se dire “noi” può essere una cosa utilissima a volte, dobbiamo stare attenti a non creare un senso di “noi contro loro”. “Noi” possa indicare “noi che siamo qua”, “noi che facciamo parte di questa comunità”, “noi che facciamo parte di questa denominazione o filo teologico” o “noi credenti”. Prima di utilizzare il “noi”, bisogna pensare a come si sentiranno “loro”.

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10 domande per espositori – Tim Keller

La predicazione è centrale ma non è l’unica cosa al centro. Il ministero pastorale è importante quanto il ministero della predicazione ed anche il ministero di “tutti i membri” è cruciale quanto il ministero da parte dei pastori ufficiali. Non farei una gerarchia di queste cose; sono interdipendenti. Però, c’è da dire che il ministero da parte dei pastori e il ministero da parte dei membri non sono sostituti di una valida predicazione.

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Predicare per trasformare

Paolo afferma che lo scopo della vita dei nostri uditori è di essere “trasformati nella Sua stessa immagine” ossia nell’immagine di Gesù Cristo (2 Cor. 3:18). Lo scopo della predicazione della Parola, quindi, non può essere altro che spiegare la verità biblica non solo per informare (o intrattenere) ma anche per facilitare la trasformazione delle persone che ci ascoltano.

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Perché non diciamo “Voi tutti sapete che…”

Ovviamente, il problema qua non è la frase quanto il risultato. Ci sono svariati modi in cui possiamo escludere, offendere, confondere e allontanare la gente. “Predicare Cristo crocifisso…è scandalo” (1 Corinzi 1:23), ma ciò non vuol dire che dobbiamo essere scandalosi anche noi! Ed, ora, come me, sapete perché bisogna generalmente evitare la frase “Voi tutti sapete che…” ed abbracciare la frase “Noi tutti abbiamo bisogno di Gesù!”

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